miércoles, 28 de enero de 2015

ANIMA IN SOSPESO

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L’Officina del gas della Bovisa è stata progettata nel 1905 dall’Union Des Gaz di Parigi. Si trova in Via Raffaele Lambruschini, costruita in un luogo strategico dove sono presenti le linee ferroviarie che permettevano il trasporto del carbone fino all’impianto di produzione del gas. L’impianto ha fornito gas alla città di Milano fino al 1991 e ha cessato la sua attività tre anni dopo. L’area di 33 ettari (quasi la grandezza di parco Sempione) oggi è parzialmente dismessa e l’ex gasometro è diventato un monumento di archeologia industriale. Questo luogo, così come tutta l’area di Bovisa, ha subito un declino dovuto allo smantellamento delle molte industrie che risiedevano nella zona, con conseguente degrado dell’area, che ha perso la sua identità originaria. L’impianto che una volta forniva l’illuminazione alla metropoli, portava luce al quartiere, oggi giace abbandonato, privato della sua funzione e svuotato della sua identità nativa.

Appuntamento fisso

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Il Mercatino della Bovisa è un evento che si ripete ogni domenica in piazza Emilio Alfieri, l’area di parcheggio antistante la stazione ferroviaria Bovisa-Politecnico. E’ costituita da oltre cento espositori, che presentano oggetti d’antiquariato, bigiotteria, libri, dischi, vestiti e accessori, elettronica, utensili, piccoli mobili, casalinghi venduti a prezzi stracciati. Gli espositori sono per buona parte lavoratori che non abitano nel quartiere di Bovisa, per lo più stranieri, e il mercato è frequentato dagli abitanti della zona, soprattutto extracomunitari insediatisi nella Zona 9 di Milano. Sebbene il mercato, coordinato dall’Associazione GAIA di Milano, sia regolato da precise norme è risaputo che c’è una certa quota di materiale di dubbia provenienza, anche rubato. Nonostante questa coscienza, le persone non rinunciano agli acquisti a buon mercato ed esplorano i banchi d’esposizione in cerca di occasioni imperdibili, spesso contrattando con il venditore il prezzo degli oggetti desiderati, contribuendo consapevolmente ad alimentare il mercato degli oggetti rubati.